| La struttura residenziale per nuclei madre-bambino è stata attivata nel 2001 con l’intento di sostenere la madre e il bambino nei casi di estrema povertà, trascuratezza, abbandono, maltrattamento e abuso. L’inserimento del nucleo madre-bambino nella struttura residenziale protetta garantisce il diritto individuale di vivere in famiglia ed al contempo promuove interventi e progetti di reinserimento sociale e lavorativo per le donne.
Sia le mamme che i bambini vivono in una dimensione comunitaria di collaborazione e partecipano alle attività quotidiane che si svolgono all’interno della Casa famiglia ed alle diverse attività di laboratorio quali: danzo-movimento terapia, teatro, gastronomia sociale
|
|
|
La finalità di ogni azione educativa è rivolta a garantire a ciascun minore la tutela dei suoi diritti fondamentali: civili, di personalità, sociali, di tutela giudiziaria e individuali, così come sono sanciti nella Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia.
L’equipe psico-educativa della struttura residenziale, in sinergia con il Servizio Sociale territoriale ed il Tribunale per i Minorenni, elabora progetti di intervento individuali (PEI) mirati alla diade madre-bambino allo scopo di sostenere e facilitare le modalità della loro relazione, di promuovere condizioni di benessere ed allo stesso tempo di curare il rapporto con i sistemi relazionali che sono parte della loro storia o con i quali entrano in contatto
|
________________________________________________________________________
|
|
|
Le mamme vengono assistite dagli educatori per la gestione quotidiana dei figli e per dare loro modo di partecipare ai corsi di alfabetizzazione, scolastici, di formazione professionale, di avviamento al lavoro, nonché all’attività lavorativa vera e propria, secondo il progetto educativo individuale di ciascuna.
I bambini sono inseriti ai diversi ordini e gradi della scuola. I volontari e gli educatori li aiutano ad eseguire i compiti ed in alcuni casi ad imparare più velocemente l’italiano. Inoltre frequentano il laboratorio artistico, le attività sportive e socializzanti e quelle parrocchiali. Per alcuni di loro vengono attivati interventi di riabilitazione psico-motoria ed incontri di psicoterapia individuale o familiare. I momenti di gioco sono organizzati da alcuni volontari che prestano assiduamente la loro opera e si svolgono prevalentemente all’aria aperta nell’ampio cortile della Casa famiglia o nel campo sportivo della parrocchia. In queste occasioni i bambini hanno modo di socializzare con altri loro coetanei che non sono ospiti della struttura. Nei fine settimana è possibile ricevere visite di parenti ed amici; vengono organizzate uscite di gruppo e gite, a scopo ricreativo ed istruttivo per i bambini accompagnati dalle mamme mentre nel periodo estivo la casa famiglia si trasferisce per un mese in un luogo di villeggiatura, generalmente vicino al mare.
L’obiettivo di ciascun progetto individuale è finalizzato a garantire il sostegno educativo, psicologico e riabilitativo, il riconoscimento dei diritti sociali, il miglioramento della qualità della vita, il reinserimento sociale e autonomo del nucleo familiare.
Quando quest’ultimo traguardo non è realizzabile, per problematiche di gravi patologie, anche psichiatriche, della madre o del figlio/i o per difficoltà di ordine pratico e organizzativo il bambino/i viene progressivamente inserito in una famiglia affidataria. Questo lungo e delicato percorso è costantemente seguito e monitorato dai Servizi e dalla responsabile che insieme all’equipe degli educatori sostiene la madre ed il bambino/i nella relazione con gli affidatari. |